Coppa Toscana 2014

26/04/2014

Bere, mangiare, vincere

Primi assoluti alla Coppa Toscana, dieci prove riservate ai 67 equipaggi che utilizzavano soltanto cronometri analogici, i vecchi "cipolloni" insomma. C'era pure un trofeo per chi gareggiava con elettronica e computer: l'hanno vinto Antonella e Francesco Arcieri (e noi addirittura secondi anche in questa speciale classifica). Vabbè, saranno stati scarsi gli avversari...sì e no, perché ex aequo con noi (ma con macchina più giovane) si é classificato Mimmone Patara che godeva oltre tutto della preziosa collaborazione del figlio Antonio. Un altro Antonio invece (Cristaudo) ha fatto disperare Giancarlo Carli, secondo l'anno scorso e intenzionato stavolta a migliorarsi. Un en plein molto incoraggiante il nostro, visto che si trattava della prima gara dell'anno e considerando anche la scarsa abitudine all'uso degli analogici che, quando ci sono tratte consecutive e bisogna contare all'indietro sennò ci si impicca subito, mettono davvero in difficoltà. Esaurita la parte tecnico- agonistica, passiamo al contorno. Crete senesi e Val d'Orcia, tutto lo splendore della campagna toscana, con scorci paesaggistici di una bellezza assolutamente unica e rara. É stato un incanto scollinare verso borghi fatati, San Giovanni d'Asso, Asciano, Montalcino. San Quirico, Montaperti...proprio qui, dove ancora fanno un vanto della famosa battaglia contro i fiorentini - settembre 1260 - sgominati e massacrati a migliaia, tanto da far ricordare a Dante come il fiume Arbia se ne tinse di rosso. Alla fine della premiazione Arcieri, sottolineando come in testa alla due classifiche ci fossero due romani e romanisti, ha fatto la battuta: "L'Arbia stavolta s'é tinto di... giallorosso". Ma gli amici del Camet, organizzatori gentili, ma fiorentini, di questa diciannovesima edizione, non hanno riso affatto. Mai mischiare politica o pallone con le gare di regolarità. Una disciplina che, vissuta con questi ritmi soavi e in posti così meravigliosi, può riconciliare con le giornate a motore. Anche perché non servirà a chi legge un grande sforzo di immaginazione per intuire le prelibatezze enogastronomiche che abbiamo spazzolato nel week end: finocchiona e pecorini onirici, tartufo bianco, ribollite, quel vino classico d'Orcia che in onore di Nuvolari si chiama "Tazio" e che disperde in un sorso affanni e malinconie. Coppa Toscana in archivio dunque, tra i ricordi belli delle gare. Sarebbe stato lo stesso se non avessimo vinto? Chissà, ma intanto un "primo classificato" ce lo siamo portato a casa!

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