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16/10/2021

Una “tempesta perfetta di ostacoli” ha costretto gli organizzatori a rinviare di un anno la Pechino-Parigi. Il rally era in programma dal 29 maggio al 3 luglio 2022 e 110 equipaggi, provenienti da 26 paesi diversi (cinque gli equipaggi italiani), erano già pronti ad affrontare i 14 mila chilometri di gara, dalla Grande Muraglia a place Vendôme. Il presidente di HERO-ERA Tomas de Vargas Machuca ha spiegato che “nonostante i migliori sforzi di tutte le parti coinvolte, l'organizzazione ha deciso di rinviare l'evento piuttosto che rischiare ulteriori complicazioni e proteggere la salute e gli investimenti dei partecipanti. Attendiamo adesso con impazienza il 2023, quando il mondo dovrebbe essere più sano”.

Lo scorso luglio era stata completata la ricognizione di tutto il nuovo percorso in Mongolia, la parte più impegnativa e avventurosa del raid che impone ai concorrenti di avere a bordo delle auto (tutte ante ‘76, ma quasi la metà sono anteguerra) tutti i ricambi che potrebbero servire: per regolamento, è infatti proibita ogni forma di assistenza programmata. La manifestazione ha cadenza triennale, tuttavia l’edizione del ‘25 conserverà le date già stabilite e - come avvenuto per le Olimpiadi e l’Expo - la prossima edizione del ‘23 manterrà il titolo originale: “Beijing to Paris Motor Challenge 2022”. 

“Le restrizioni di viaggio in continua evoluzione e gli effetti della pandemia su tutto, dall'ospitalità alla logistica, sono stati frustranti - ha concluso il presidente -. L'evento è stato anche ostacolato dalla chiusura dei confini della Cina e, secondo le informazioni presentate sul Wall Street Journal, confermate dai nostri agenti sul campo, è probabile che rimarranno tali fino al prossimo giugno".

 

13/06/2021

“Una sfilata di OM che nemmeno alle Mille Miglia...”, dice con orgoglio Mimmo Patara, patron del Raid degli Etruschi. Ed è un vanto giustificato perché capita davvero di rado schierare alla partenza ben sei esemplari della macchina italiana che trionfò nel 1927, all’esordio della “corsa più bella del mondo”. Merito di un concorrente tedesco che, dopo aveva magnificato in patria quanto si fosse trovato bene nella passata edizione, quest’anno ha convinto a seguirlo gli amici della OM.

Si ritroveranno il 24 giugno, con un’altra ventina di equipaggi, alla cena di benvenuto a Viterbo. Di lì, la mattina dopo, la carovana si dirigerà a Marta, il caratteristico paesino medievale sulle sponde del lago di Bolsena, per le prime prove speciali. Poi, il programma prevede una “degustazione del lattarino (pesce d’acqua dolce) e vino Cannaiola tipico del luogo”. Meglio non rimettersi subito alla guida e quindi: “imbarco in battello per circumnavigare le due isole”. Al rientro, si pranza affacciati sul lago, il più grande d’Europa fra quelli di origine vulcanica. Nel pomeriggio, il percorso prevede soste per i controlli orari a Montefiascone (famosa per il vino “Est,est, est”) e a Vitorchiano, insediamento che risale all’età del bronzo e che ha l’onore (per la fedeltà a Roma) di fornire il plotone della Guardia capitolina, che indossa ancora la divisa disegnata da Michelangelo. Il dopo cena prevede (ma occorre essere sobri) un circuito in notturna al centro di Viterbo.

Il sabato i concorrenti si confronteranno nella “speciale” di Acquapendente, per poi visitarne la Cattedrale, dove è conservata una pietra macchiata del sangue che - secondo la  tradizione - proviene dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. Pranzo enogastronomico in un rinomato agriturismo e di nuovo in gara verso Gradoli e Capodimonte. Aperitivo in hotel e accompagnamento in pullman verso il centro storico per la cena di gala sotto il Chiostro della Chiesa della Trinità, ornato da 36 colonne in peperino e completamente affrescato con le storie della vita di Sant’Agostino. Pullman anche per il rientro.

L’appuntamento per la mattinata finale di domenica è a Villa Lante di Bagnaia, meraviglia del Cinquecento italiano con le fontane del Giambologna e uno spettacolo di giochi d’acqua. Pranzo, premiazione, saluti e cotillon. Si rientra a casa, con lo splendore della Tuscia negli occhi e nell’anima. 

 
12/02/2021

Avete in tasca 195 mila sterline e non sapete che farci? Potete comprare l’American La France del 1917, due Pechino-Parigi concluse, 14.500 di cilindrata, trasmissione a catena, definita da Repubblica “l’auto più grande del mondo”. Sarebbe vero, se non fosse che si tratta di un camion...
Trovate qui l'articolo di Repubblica

25/08/2020

Se n’è  andato Ezio Feliciani, più un artista che un meccanico, un fratello maggiore oltre che un amico sincero. La sua “Officina Lancia” era un museo, un atelier, un ritrovo di appassionati. E quella nostra Flavia il suo orgoglio. Vogliamo ricordarlo così, con le prime righe di una news che scrivemmo 5 anni fa. 

Ezio e la "sua" Flavia
Rileggendo un po’ di pagine del sito, in preparazione della prossima Pechino-Parigi, ci siamo resi conto di non aver mai ringraziato adeguatamente Ezio Feliciani, il meccanico-amico che ci ha sempre consentito di affrontare lunghissimi viaggi e di tornare indietro sulle nostre quattro ruote...

Ti vogliamo bene Ezio.

31/05/2020

The two gentlemen embraced are Sandro Munari and Miki Biasion, the top of the Italian legend of rally and Lancia. But watch out for the background: there is our Flavia coupe "Vagabunda", just her. Happy to spend old age at the Bonfanti museum, exhibited between Sandro Munari's Fulvia HF and Miki Biasion's Delta. Behind the two "dragons" you can see the front of our Flavia and, on the left, the totem that tells about her exploits: the first re-edition of the “Beijing to Paris” (1997), the unique rally “around the world in 80 days” (2000), the first Inca Trail (Rio-Lima-Ushuaia-Rio 2001). Prepared by the "magician" Ezio Feliciani, she was ready to leave again; but my wife and I decided to let Vagabunda rest and - still "marching" - we donated her to the Bonfanti museum in Bassano del Grappa. Who knows how many stories the HF, Delta, and Flavia have told each other ...

23/09/2019

Zingarata a San Marino con Remo, il nipote giapponese, per partecipare con la Lancia Ypsilon Gpl di uso quotidiano alla tredicesima edizione dell’Ecorally. È una gara di regolarità internazionale alla quale viene accoppiata, con lo stesso percorso e le stesse difficoltà, una competizione per i giornalisti, l’Ecorally Press. Nella classifica generale ci siamo piazzati al quarto posto, mentre nella Press abbiamo vinto. Rally molto impegnativo e tecnico, oltre cento chilometri tutti in prova speciale con 24 rilevamenti concatenati. I pressostati erano disseminati lungo i saliscendi di stradine interpoderali sotto il Titano, con alcuni “tubi carogna” (tratto tirato, avviso di controllo prima del tornante, pressostato poi molto lontano). Tra i giornalisti abbiamo battagliato con Cauli e Benevolo; nella generale, imprendibili per noi i primi due: Marzi, sammarinese, e Liverani, pluricampione italiano della disciplina

19/05/2019

En-plein di Audi e-tron nel secondo appuntamento stagionale del FIA Electric and New Energy Championship – E-Rally Regularity Cup, il campionato del mondo di rally riservato a veicoli ad alimentazione elettrica. Al termine di una gara durissima, la vittoria è andata all'equipaggio composto dal pilota franco-polacco Artur Prusak e dal co-pilota francese Thierry Benchetrit, che hanno prevalso sul duo toscano Guido Guerrini-Emanuele Calchetti dopo un testa a testa che ha visto i due equipaggi alternarsi al comando dopo ogni prova speciale. Completano il podio Fuzzy Kofler e Franco Gaioni, protagonisti di una straordinaria rimonta dall'ottavo posto in cui la coppia altoatesina aveva concluso la prima delle tre giornate di gara a causa di un errore.

Al quarto posto i tedeschi Jan Rosner-Patrick Weber su BMW i3s, davanti ai padroni di casa Petr Pavlát-Tomáš Brzek su Volkswagen e-golf, vincitori dell'edizione 2018 del rally ceco. Solo quindicesimo il francese Alexandre Stricher, che aveva vinto la gara inaugurale del mondiale due settimane fa in Grecia.
Durante la spettacolare cerimonia di premiazione sul palco di Český Krumlov ha preso la parola anche Guido Guerrini, che ha sottolineato il suo particolare feeling con questa gara, visto che alla quarta partecipazione al Czech New Energies Rally ha ottenuto il suo quarto podio, addirittura con due ruoli diversi, sia come pilota che come co-pilota. Terzo podio di fila anche per Kofler-Gaioni, che, con l'esclusione di un errore pagato caro in uno dei ben 161 rilevamenti della gara, hanno avuto la media di penalità migliore in assoluto, e hanno vinto ben sei delle 14 impegnative prove speciali che hanno caratterizzato la competizione.
La carovana del mondiale elettrico si sposta adesso in Svizzera: appuntamento dal 30 maggio al primo giugno con il Rallye du Chablais.

07/03/2019

Unopera monumentale del professor Carlo Dolcini che fa rivivere in modo appassionato le Mille Miglia del dopoguerra. Una autentica enciclopedia della corsa, con una documentazione che così completa non si era  mai vista. La recensione si trova cliccando nella sezione Libri. Un volume che qualsiasi appassionato non può non avere nella libreria di casa. A patto che sia solida e spaziosa, perché stiamo parlando di unenciclopedia di quasi mille pagine...

14/01/2018

 

“Due rallisti pe rcaso alla Pechino-Parigi”, our book, is ready. 160 glossy pages, large format, 300 fotocolor, few numbered copies, reserved for our most passionate friends.

Images like a dive to the heart, especially the double-pages, half a meter of fotocolor that really give the reader the feeling of being there. And then - modestly - the lyrics that do not make regret Barzini...

Joking aside, it's a great book. Few copies on circulation, to the point of being able to number them one by one. We avoid every suggestion able to gratify a little bit the sponsors. It has earned in accuracy the history of two elderly rallists (maybe a little underdog, but not so "by chance") who any way managed to achieve results, even in their apparent paucity: gold medal, thirteenth absolute on 109 competitors, second in class. And above all, let us say, first among the seven ultra-prepared Italian crews.

Finally, the only ones who have had the time, the constancy, the ability and the desire to take on the commitment of authors and editors.

We did not print a price on the book but to the ones who want absolutely put in their library this rarity we will ask a contribution for expenses incurred.

 
22/05/2017

 

Ho letto in un baleno il libro di Carlo Dolcini, riservandomi il piacere di scrutare a una a una le schede di iscrizione, ripercorrere il tracciato originale attraverso il dettagliatissimo road book d'epoca, studiare e confrontare le tabelle dei tempi. Fa subito impressione il lavoro da entomologo appassionato, ce lo vedo Carlo rigirarsi i preziosi documenti tra le mani, pregustando il gusto dell'analisi. Solo lui poteva accorgersi che la prima Mille Miglia era dieci chilometri più corta della distanza ufficiale. E solo un appassionato di storia poteva collegare l'Alfa di Leandro Arpinati alla medesima vettura che lo stesso gerarca si trovò a guidare avendo a bordo Mussolini quando il quindicenne Anteo Zamboni attentò a Bologna alla vita del duce. C'è da dire - in tema di coincidenze - che il primo a bloccare l'attentatore fu un giovane tenente del 56mo reggimento di fanteria, tale Carlo Alberto Pasolini, genitore di Pier Paolo...

Ecco quanto è facile - seguendo il "metodo Dolcini" (fatto di cultura sterminata, reminiscenze storiche, spunti generati dalla passione per le gare e i motori) - ritrovarsi a parlare d'altro. Spuntano così i libri di don Ferrante, la baronessa D'Avanzo zia di Rossellini, l'ossimoro delle vetture "furibonde e sagge", Dante e il picco di Radicofani dove per salirvi e scendere "convien ch'om voli", la carrozza del Gattopardo, il fatalismo dell'Ecclesiaste 9:11 ("le cose avvengono secondo il tempo e il caso") citato a proposito delle sei gomme bucate di notte da Gildo Strazza, quarto assoluto su Lancia Lambda a soli 38 minuti dai vincitori. L'accuratezza maniacale di Dolcini porta come sempre a piccole smentite frutto delle sue scoperte: uno dei quattro "fondatori" della Mille Miglia, Giovanni Canestrini, fissò al 24 dicembre del 1926 la riunione in cui nacque l'idea della corsa. Dolcini ha scoperto che venti giorni prima sulla Gazzetta dello Sport era già apparso l'annuncio della manifestazione. E Fellini? Nella sua rievocazione le vetture sfrecciano di notte e il pubblico grida al vento i nomi dei campioni. Da una inquadratura del film (c'è su un telone un numero romano che identifica la VII edizione) si deduce che siamo nel 1933. La gente grida i nomi dei grandi piloti che schizzano via: Brilli Peri (ma è morto da tre anni), Campari (vinse del 1928 e nel 1929, ma all'edizione del '33 non partecipò), von Stuck (anch'egli assente). E nessuno che inneggi a Tazio Nuvolari, che di quella edizione fu l'assoluto trionfatore. Fellini e lo sceneggiatore Tonino Guerra presi in castagna? Ma no, commenta benevolo il nostro professore; hanno solo mescolato la fantasia con la realtà, collocando la Mille Miglia "in un eterno presente".

Non potete perderla questa ennesima fatica, perla appassionata di Carlo Dolcini: "La prima Mille Miglia", Nada editore.

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