Mosa, Mosella e champagne

Coblenza - Reims
29/06/2007

Risaliamo da Coblenza il corso della Mosa (o della Mosella?) per un centinaio di chilometri. Vigneti ovunque lungo i ripidi pendii, cremagliere per accudirli come sulla Riviera ligure, paesini lindi lungo le sponde, pieni di alberghi, pensioni, ristoranti, cantine, ciclisti, liberi parcheggi lungo il fiume per il mondo delle roulotte. Insomma, una zona viva e attraente, piena d’acqua e di verde. Facciamo benzina in Lussemburgo con una opportuna deviazione e poi decidiamo finalmente di lavare la macchina provando a togliere qualche chilo di polvere mongola. Quest’ultimo è un tentativo inutile, perché la polvere è diventata fango e l’aspiratore non può far nulla. Nel frattempo abbiamo svuotato interamente la vettura e messo tutto (valigie, borse, ricambi, lampada, giaccone, due crick, scatola delle guarnizioni, coperta blu) ben disteso su un prato. Acquazzone improvviso. Il lavaggio, poi, non viene tanto bene e alla fine ci ritroviamo con tutte le masserizie fradice e la macchina poco diversa da prima. In compenso mi dimentico il giaccone sul posto (colpa del co-driver: deve sempre controllare dove vanno a finire gli indumenti). Sosta champagne prima dell’arrivo con deliziosi dolcetti al cocco, alle mandorle e al cioccolato (offre lo sponsor, orologi Blancpain). Altro champagne all’arrivo, con la sorpresa di Stefano che è venuto a trovarci da Bologna col suo Hummer. Si cena tardi con il “piatto del pescatore”. Abboccano anche le due inglesine dell’equipaggio femminile (il fascino latino colpisce ancora...). Adesso è l’una, domani però partenza alle 11 e fischi. Arco di trionfo, feste e cotillon. Fiato alle trombe, stiamo arrivando!

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