Raid degli Etruschi risplende la Tuscia

13/06/2021

“Una sfilata di OM che nemmeno alle Mille Miglia...”, dice con orgoglio Mimmo Patara, patron del Raid degli Etruschi. Ed è un vanto giustificato perché capita davvero di rado schierare alla partenza ben sei esemplari della macchina italiana che trionfò nel 1927, all’esordio della “corsa più bella del mondo”. Merito di un concorrente tedesco che, dopo aveva magnificato in patria quanto si fosse trovato bene nella passata edizione, quest’anno ha convinto a seguirlo gli amici della OM.

Si ritroveranno il 24 giugno, con un’altra ventina di equipaggi, alla cena di benvenuto a Viterbo. Di lì, la mattina dopo, la carovana si dirigerà a Marta, il caratteristico paesino medievale sulle sponde del lago di Bolsena, per le prime prove speciali. Poi, il programma prevede una “degustazione del lattarino (pesce d’acqua dolce) e vino Cannaiola tipico del luogo”. Meglio non rimettersi subito alla guida e quindi: “imbarco in battello per circumnavigare le due isole”. Al rientro, si pranza affacciati sul lago, il più grande d’Europa fra quelli di origine vulcanica. Nel pomeriggio, il percorso prevede soste per i controlli orari a Montefiascone (famosa per il vino “Est,est, est”) e a Vitorchiano, insediamento che risale all’età del bronzo e che ha l’onore (per la fedeltà a Roma) di fornire il plotone della Guardia capitolina, che indossa ancora la divisa disegnata da Michelangelo. Il dopo cena prevede (ma occorre essere sobri) un circuito in notturna al centro di Viterbo.

Il sabato i concorrenti si confronteranno nella “speciale” di Acquapendente, per poi visitarne la Cattedrale, dove è conservata una pietra macchiata del sangue che - secondo la  tradizione - proviene dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. Pranzo enogastronomico in un rinomato agriturismo e di nuovo in gara verso Gradoli e Capodimonte. Aperitivo in hotel e accompagnamento in pullman verso il centro storico per la cena di gala sotto il Chiostro della Chiesa della Trinità, ornato da 36 colonne in peperino e completamente affrescato con le storie della vita di Sant’Agostino. Pullman anche per il rientro.

L’appuntamento per la mattinata finale di domenica è a Villa Lante di Bagnaia, meraviglia del Cinquecento italiano con le fontane del Giambologna e uno spettacolo di giochi d’acqua. Pranzo, premiazione, saluti e cotillon. Si rientra a casa, con lo splendore della Tuscia negli occhi e nell’anima.