Gandhi, merende, cricket e tempo perso

Delhi
22/01/2013

 

La tomba di Gandhi é semplice e scarna come la sua vita. Una grande lastra di marmo scuro in mezzo al parco dove centinaia di scolaresche sono disseminate per la merenda. Qui furono bruciate le sue povere spoglie, qui le giovani generazioni indiane vengono a ringraziarlo per il dono dell’indipendenza. Nel pomeriggio attraversiamo la metropoli per andare a prendere le macchine nel grande parcheggio dove affluiscono i container dall’estero. La nostra GiuGiù non si vede ancora - in genere, diamo sempre un nomignolo alle nostre compagne d'avventura su quattro ruote: Vagabunda, Gwendolina, Celestina. Stavolta la nostra Giulia l’abbiamo chiamata affettuosamente GiuGiù -. Insomma, di ritirare le nostre auto non se ne parla proprio, meglio attendere al Crowne Plaza poco distante. Le lungaggini burocratiche si protraggono, raddoppiano, coprono a intervalli di speranza tutta la giornata. Finiamo così in una bella suite all'ultimo piano, da dove si vede il traffico caotico, lo smog che avvolge Delhi e in tv una interminabile patita di tennis con Federer e un incontro di cricket, ancora più lungo e oltre tutto per noi incomprensibile nelle sue regole e nei misteriosi calcoli dei punteggi. Birre, aperitivi, notizie contraddittorie dal compound delle consegne. Cena svogliata, anche se eccitati per l’imminente partenza. Una giornata persa.Gandhi, snaks, cricket and day lost