Sacrifici tribali e inviti a nozze

Bijaipur - Deogarh
29/01/2013

Il forte più grande e prestigioso di tutto il Rajasthan si tova a Chittorgarh e circonda una immensa altura rocciosa. Per entrarvi bisogna superare sei porte e il giro in macchina, fatto all’interno della struttura, è lungo sei chilometri. Insomma un maniero imprendibile? Eh no, fu espugnato tre volte e per tre volte ci fu il jauhar, il sacrificio tribale: mentre l’esercito - pur di non accettare il disonore della sconfitta - andava compatto incontro alla morte, tutte le donne si immolarono gettandosi nel fuoco. Anche Agneta Puddu è stata sul punto di praticare il jauhar infilandosi nel radiatore quando la sua Volvo, poco dopo la partenza, si è surriscaldata troppo. Noi, bravi rallisti per caso, abbiamo dato il consiglio giusto: “Mettici l’acqua!”. Chittor è davvero straordinaria per estensione e per monumenti. Ci ha fatto impressione la Torre della Vittoria, nove piani tutti intarsiati, 37 metri di altezza, svettante e come sospesa su questo altopiano murato che sembra fluttuare nel cielo come un grande vascello nel mare. Il pic-nic di frittelle ripiene di patate era così piccante che ancora adesso (si è fatta sera) basta uno sbadiglio per sterminare le zanzare di questo splendido Deogarh Mahal dove siamo ospitati. Ci resteremo anche domani e potremmo accettare l’offerta che ci è stata fatta lungo la strada dall’unico indiano visto in canottiera, in un paesino di fango e stracci: un invito a nozze in carta pergamena, elegantissimo e profumato.