Se perdiamo le chiavi...

Citta' del Capo - Clanwilliam
16/02/2003

Partiti! Ci siamo lasciati alle spalle Città del Capo in un tripudio di applausi e colori. Sono venuti a farci festa i possessori locali di auto d’epoca, una variopinta orchestrina ritmava le partenze proprio davanti al porto. Si è mossa per prima la Rolls Royce Silver Ghost del ’25, tutta gialla e con la bandiera dell’Arizona. Seguivano le formidabili Bentley, la Chrysler di Ray Carr, il più anziano della comitiva, 78 anni e un palmares di tutto rispetto (a cominciare da una coast-to-coast americana con auto a vapore), l’Invicta di Nigel Broderick, candidato numero uno alla vittoria finale. La categoria delle dopoguerra era aperta dalla Rover P4 80 di Philippa McLachlan, l’australiana reduce dal Giro del Mondo, e chiusa dalla Merceds 220 SE di Hugh Brogan. Il quale è riuscito a partire anche grazie a noi. Aveva chiuso le chiavi nel portabagagli, un classico errore che il bravo rallista sa sempre evitare (per esempio, avendone un paio di ricambio). Per sua fortuna le nostre andavano bene. Ora sappiamo a chi rivolgerci se, per avventura, perderemo l’unico paio di chiavi che abbiamo. La tappa è filata via liscia senza eccessivi patemi, a parte la difficoltà sull’asfalto con le gomme da sterrato: 230 chilometri, 80 di media, due ore e mezzo e stavamo in albergo. Ci attende una serata con barbecue, coro di bambini locali, internet e a nanna. Domattina sveglia alle cinque e prima “speciale” di 95 chilometri.

 

SHOULD WE LOSE OUR KEY... 

Steady… go! We’ve left Cape Town in an ovation and a burst of colours. We were cheered by many local owners of old valuable cars; right opposite the harbour a gaily-coloured band played to the rhythm of the race starts. The yellow 1925 Silver Ghost Rolls Royce with its Arizona flag set off first. Coming next the great Bentleys, Ray Carr’s Chrysler (Ray is the crew’s senior, 78 and a remarkable palmarès, a cost-to-coast on board of a steam car, to begin with) and Nigel Broderick’s Invicta, number-one favourite to the final victory. The post-war category was headed by Philippa McLachlan’s P4 80 (she is the Australian lady back from the World Race) and closed by Hugh Brogan’s Mercedes 220 SE. It is also thanks to us that Hugh managed to start the competition. He had closed his keys in the boot, the typical mistake a good racing driver knows how to avoid (always keep spare keys with you, for instance). Fortunately for him our key fitted. Now we know who to turn to should we by any chance lose the only key we have. Anyway, we’ve got off to a flying start with no particular problems: 230-kilometre lap, an average of 80 km per hour, we’ve reached the hotel in two hours and a half. Tonight we’re going to a barbecue, traditional songs sung by local children, then the Internet (hope so, at least) and to bed. The clock is set for 5.30 a.m. tomorrow for the first 95-kilometre special lap.